MISURE DI CONTENIMENTO STRAORDINARIE (DECRETO CORONAVIRUS)

Per tutelare la salute dei Cliente e del nostro Personale vi informiamo che fino a nuove comunicazioni l’orario per il pubblico sarà il seguente :

SEDE DI MESTRE :        dal Lunedì al Venerdì           dalle 09.00 alle 16.00

SEDE DI MOGLIANO : Lunedì/Mercoledì/Venerdì dalle 09.00 alle 13.00

                                        Martedì/Giovedì                   dalle 15.00 alle 18.00

SEDE DI ORIAGO :       dal Lunedì al Venerdì            dalle 09.00 alle 13.00

                                       Mercoledì anche                    dalle 15.00 alle 18.00

Vi segnaliamo inoltre che al fine di garantire gli standard di sicurezza richiesti dal DPCM gli accessi ai nostri uffici sono contingentati.

Per tutte le comunicazioni non urgenti potrete utilizzare la mail

39298@unipolsai.it

oppure inviarci un messaggio whatsapp al n°

366/4409027,

ogni vostra richiesta troverà risposta nel minor tempo possibile e con l’impegno di sempre.

Per il pagamento dei premi in scadenza effettuati tramite bonifico bancario vi ricordiamo che la copertura assicurativa decorre dalla data della valuta bancaria e che la relativa documentazione vi verrà anticipata via mail e poi trasmessa in originale vi posta.

Emergenza Covid 2019 – Coronavirus

Con riferimento all’emergenza Covid 2019 – Coronavirus si informa che i nostri uffici sono aperti con i normali orari.

Vi invitiamo tuttavia a limitare gli accessi ai soli adempimenti  che non possono essere risolti telefonicamente o via mail

QSHINO – Dispositivo antiabbandono universale per il tuo seggiolino auto

Lo trovi presso la nostra Agenzia!!

Cos’è

Il cuscino smart che ti avvisa se lasci il tuo bambino in auto

Qshino è il dispositivo antiabbandono che rende intelligente il tuo seggiolino. È universale e si adatta a tutti i modelli di seggiolino auto.

È formato da un cuscino da posizionare sulla seduta del seggiolino e dalla Qshino App, l’app che ti avvisa se lasci il tuo bambino in auto e ti allontani.

Se non rispondi alla notifica, Qshino avvisa i numeri amici che hai configurato, indicando anche la posizione in caso di geolocalizzazione attiva sullo smartphone.

Caratteristiche

Qualità e sicurezza in auto per il tuo bambino

  • Universale, si adatta a tutti i modelli di seggiolino auto.
  • Reminder sonoro per ricordarti di collegare lo smartphone al cuscino antiabbandono se per caso il Bluetooth® non fosse attivo.
  • Fino a 3 Qshino gestibili con l’utenza principale, per famiglie con più figli da 0 a 4 anni.
  • Fino a 5 utenti delegati associabili.
  • Il Bluetooth® di Qshino non entra in conflitto con quello della tua autovettura.
  • Batterie sostituibili, reperibili ovunque.
  • Rivestimento in tessuto lavabile.
  • Interazione utente limitata alla registrazione e alla prima associazione smartphone-cuscino antiabbandono.
  • Riconnessione automatica tra smartphone e cuscino antiabbandono in caso di problemi di connessione Bluetooth®.
  • Gli SMS inviati verso i numeri amici sono gratuiti, non intaccano il credito della tua SIM.

Conforme alle prescrizioni tecniche costruttive/funzionali del decreto 2 Ottobre 2019, n. 122

La salute: spendiamo con riluttanza il minimo indispensabile per mantenerla, ma spenderemmo fino all’ultimo centesimo per riconquistarla

IL RISPARMIO TORNA AD AUMENTARE  

Alla ricerca di sicurezza, gli italiani puntano sul risparmio. I dati parlano di un aumento della propensione ad accantonare parte dei propri guadagni come sostegno in caso di necessità, con una preferenza per la liquidità in banca che rende poco o nulla ma è sempre disponibile e al sicuro da possibili bizze del mercato azionario: il 64,1% degli italiani riesce ad accantonare denaro, di questi, il 66,1% per poter fronteggiare spese impreviste e il 52,3% per sentirsi le spalle coperte*.

*Fonte Censis- “Dal cash cautelativo alla protezione”

  LA SPESA PRIVATA PER IL WELFARE FAMILIARE CRESCE 

Il Welfare familiare è il complesso delle iniziative e delle spese che la famiglia sostiene per garantire il benessere e la sicurezza sociale dei propri membri.
È un settore che nel 2018 è cresciuto dell’7% rispetto all’anno precedente. Di seguito le principali aree del welfare e la dimensione di ognuna, con la variazione percentuale rispetto all’anno precedente.


*Fonte  MBS Consulting – Rapporto sul bilancio di welfare delle famiglie italiane 

L’AUTOASSICURAZIONE NON È LA RISPOSTA 

Cresce il risparmio, aumenta la spesa privata per il welfare, le famiglie italiane ricorrono sempre di più all’autoassicurazione. L’adagio secondo cui “chi fa per se fa per tre” per l’autoassicurazione non funziona.
Quando si tratta di proteggersi dai rischi è piuttosto difficile riuscire ad ottenere un risultato accettabile facendo da soli. Ecco perché.

1° PROBLEMA: non sempre sappiamo vedere i rischi che realmente ci minacciano .
2° PROBLEMA: anche se li vediamo, non possiamo immaginare il loro impatto economico.
3° PROBLEMA: per quanto possiamo accumulare, non sarà mai abbastanza da tenerci indenni da un evento imprevedibilmente grave.

VANTAGGI TANGIBILI DELL’OFFERTA  UNIPOLSAI PER IL WELFARE FAMILIARE 

Evidenziamo due tipologie di agevolazioni:

1. DETRAZIONI
Per i contratti vita relativi al rischio morte e invalidità è prevista la detrazione dell’imposta nella misura del 19% sul premio afferente al rischio morte e invalidità permanente (quest’ultima se non inferiore al 5%), fino a un massimo di €530.
Per le polizze Long Term Care, è previsto un limite massimo di detraibilità al 19% fino ad un massimo di €1.291,14.

2. DEDUZIONI  
È la previdenza complementare a fornire il massimo beneficio fiscale ai contratti assicurativi. L’incentivo molto forte che lo Stato fornisce ai sottoscrittori di un PIP è la deducibilità del premio versato – sino a un massimo di €5.164,57 – dal reddito imponibile lordo.

3. TASSAZIONI AGEVOLATE SUI CAPITALI EROGATI
I PIP vedono le plusvalenze tassate con una aliquota al 20% – anziché al 26%, come tutti i prodotti finanziari.
I capitali percepiti in caso di morte in dipendenza di contratti di assicurazione sulla vita, a copertura del rischio demografico, sono esenti da IRPEF.
Le somme percepite in caso di morte dell’Assicurato sono esenti dall’imposta sulle successioni.

Difendiamo insieme l’ambiente: eliminiamo la carta!

Chiedi di attivare la FEA (Firma Elettronica Avanzata).

Tutti i documenti in formato digitale.

Per maggiori informazioni : info@allrisksvenezia.it

Orari Di Apertura Settimana di Ferragosto

Si avvisa la spettabile Clientela che le nostre sedi osserveranno i seguenti orari nel mese di Agosto :

Mestre – Via Poerio 34

Settimana dal 14 al 19 Agosto :

Lunedì 12 – 08.30 – 12.30 ; 14.30 – 17.30

Martedì 13 – 08.30 – 12.30 ; 14.30 – 17.30

Mercoledì 14 – 08.30 – 12.30 ; pomeriggio chiuso

Giovedì 15 – chiuso

Venerdì 16 – chiuso

Mogliano – Via Don Bosco 7

Settimana dal 14 al 19 Agosto :

Chiusura Totale

Oriago – Via Venezia 114

Settimana dal 14 al 19 Agosto :

Chiusura Totale

Tutti i vantaggi del microchip per i nostri cani

Rispettare la legge e monitorare salute e spostamenti del nostro cane

Il microchip per i nostri animali è una carta d’identità che rappresenta l’unico mezzo valido per identificarli rapidamente se si sono smarriti o allontanati da casa. Si tratta di un micro-dispositivo con un codice di identificazione unico per ogni animale, abbinato al nome del suo proprietario e leggibile a distanza con un lettore a fibre ottiche. L’obbligo del microchip per il momento è relativo solo ai cani e non ai gatti, a meno che non debbano espatriare. L’auspicio però è che presto sia obbligatorio per legge per entrambi, per combattere il randagismo, l’abbandono o anche il semplice smarrimento.

Cosa dice la legge

Nel 1991 è stata emanata la Legge n° 281 (Legge quadro in materia di animali d’affezione e prevenzione del randagismo) che ha permesso la realizzazione delle Anagrafi Canine Regionali, in seguito confluite nell’Anagrafe Canina Nazionale, la banca dati preposta all’iscrizione e alla registrazione di tutti i cani presenti in Italia. Tale registrazione deve essere effettuata attraverso la compilazione di una scheda da parte del medico veterinario, nella quale vengono inseriti tutti i dati anagrafici del proprietario e quelli identificativi del cane: razza, sesso, età, colore del pelo, segni particolari. Dal 5 Novembre 2004 è stato reso obbligatorio, per poter procedere con l’iscrizione all’Anagrafe Canina, inserire agli animali un microchip sottocutaneo contenente un codice numerico di 15 cifre, con l’applicazione di sanzioni in caso di inottemperanza.

Cos’è il microchip per cani e come funziona

Il microchip ha una forma cilindrica di circa 8/10 millimetri di lunghezza e 1/2 millimetri di diametro ed è rivestito in materiale biocompatibile e anti-migrazione; viene inserito sottocute con una siringa sterile monouso a livello della parte sinistra del collo. Una pratica del tutto indolore e senza alcun rischio per l’animale, svolta da un medico veterinario libero professionista o dell’ASL, che rilascerà al proprietario la documentazione di iscrizione, consensualmente all’inserimento del chip stesso.

Per legge l’iscrizione :

  • deve essere effettuata entro 60 giorni dalla nascita del cane o prima della cessione a qualsiasi titolo;
  • è attuabile solo da persone maggiorenni poiché, secondo l’ordinamento giuridico italiano, il minorenne non ha la capacità di agire e di conseguenza non può essere né proprietario né detentore di un animale.

Attraverso un lettore a fibre ottiche qualsiasi veterinario o Ente protezionistico è in grado di leggere il codice univoco abbinato sistema e ricercarlo nel database dell’Anagrafe Canina, identificando così il proprietario dell’animale.

In caso di morte del cane, la segnalazione del decesso deve essere effettuata per legge dal medico veterinario curante, che provvederà a trasmetterla per via telematica all’Anagrafe Canina Nazionale per la cancellazione.

I vantaggi del microchip per il cane

Sono molteplici:

  • se viene ritrovato un cane andato che si è smarrito, si può facilmente e rapidamente risalire al proprietario;
  • si evitano le lunghe file nei centri di raccolta per gli animali smarriti o recuperati dagli Enti protezionistici;
  • in caso di contenzioso l’iscrizione all’Anagrafe Canina e la relativa installazione del microchip costituisce prova della proprietà del cane;
  • è un valido mezzo per combattere l’importazione illegale di cuccioli strappati alle madri in età neonatale che vengono trasportati in condizioni disumane e spesso letali;
  • è un deterrente contro gli abbandoni: il codice di appartenenza rivela chi è il proprietario, sanzionabile in tal caso secondo il Codice Penale Art. 727, con un’ammenda fino a 10.000 euro;
  • è indispensabile se il cane deve viaggiare all’estero.

Il microchip non è un GPS

Il sistema non può rintracciare l’animale tramite i satelliti. Se vogliamo localizzare il nostro amico a quattro zampe dobbiamo valutare un vero e proprio dispositivo tecnologico in grado di monitorare i suoi movimenti nel minor tempo possibile.

Per questo UnipolSai ha pensato a un’assicurazione animali evoluta, che affianchi alle tradizionali coperture la tecnologia satellitare di un GPS leggero, robusto, mai fastidioso né rumoroso, da agganciare al collare e da attivare e consultare tramite App. Garantisce immediati servizi di assistenza, monitoraggio e localizzazione anche attraverso il supporto di una Centrale Operativa dedicata h24. Potremo così garantire loro un controllo e una protezione costante che li metta al riparo da ogni possibile pericolo.

Moto in primavera: come affrontare la pioggia senza rischi

Le temperature più miti invitano a risvegliare dal letargo la moto parcheggiata a metà autunno. Il gelo non rappresenta più un nemico, ma bisogna fare attenzione al bagnato: la pioggia e la rugiada del mattino possono comportare rischi. Una pioggia intensa invita a mantenere uno stile di guida prudente e lava l’asfalto. Fenomeni più leggeri aggiungono un velo viscido tra asfalto e battistrada, e l’acqua si fonde con il grasso e la gomma che si depositano sul manto riducendo il coefficiente d’attrito.

La sicurezza a partire dagli pneumatici

Rispetto alle auto, le moto sono meno sensibili all’effetto dell’aquaplaning perché gli pneumatici sono più stretti (soprattutto quelli anteriori) e hanno un profilo tondo. Quando si raggiunge una zona allagata, le coperture fendono l’acqua e non tendono a galleggiare facendo perdere direzionalità e trazione. Però la superficie di contatto con il terreno – un’impronta come si dice tecnicamente – è molto ridotta e compromette la frenata, la motricità e la tenuta in curva. Quando si guida la moto sul bagnato il battistrada non deve essere usurato, poiché la tenuta dipende proprio dalla capacità di espellere l’acqua attraverso i canali del disegno. Un aiuto può arrivare dall’uso di pneumatici invernali, che ormai sono disponibili anche nelle versioni per moto e scooter. Con questi pneumatici il battistrada drena agevolmente la pioggia e la mescola si aggrappa meglio all’asfalto raffreddato dall’acqua. Quando le temperature salgono, vanno sostituiti con quelli “estivi”, perché con il caldo le coperture invernali si usurano più rapidamente,

 

 

Attenzione sul bagnato, soprattutto nei centri urbani

Anche con gli pneumatici ideali, la guida deve essere adeguata alle condizioni climatiche e la pioggia porta molte complicazioni. Prima di tutto nell’aderenza, che richiede una maggiore attenzione nell’uso dell’acceleratore: la ruota posteriore può pattinare anche se le potenze non sono quelle di una maximoto. Le situazioni più a rischio sono proprio quelle urbane, con binari, tombini e pavé che, se umidi, hanno un coefficiente d’attrito molto prossimo a quello del ghiaccio. Attenzione anche alla segnaletica orizzontale, dalle strisce pedonali a quelle di mezzeria, sulle quali la ruota di uno scooter 125 può entrare in crisi, perché la vernice usata per la segnaletica orizzontale umida è molto pericolosa.

I modelli di moto più recenti, scooter compresi, sono dotati di un controllo elettronico della trazione, in grado di tagliare l’erogazione del motore se la ruota motrice scivola in accelerazione. Alcune moto, inoltre, offrono varie modalità di guida selezionabili con facilità, tra cui c’è sempre una “Rain” che riduce le potenza, rendendo la guida più docile. Se invece la due ruote è classica, non resta che misurare la forza nel polso destro. Accelerare dolcemente non basta: se il veicolo è a marce bisogna cambiare a regimi di rotazione bassi, utilizzando i rapporti più alti.

Prudenza e ABS per frenare in sicurezza

I modelli più recenti sono dotati di sistema ABS, che evita il bloccaggio delle ruote ma non accorcia gli spazi di arresto. Frenando in curva sul bagnato dobbiamo diminuire la velocità e affrontare la curva prima di quanto faremmo sull’asciutto. Possono fare la differenza gli impianti ABS di ultimissima generazione, che permettono di mantenere i freni tirati anche in curva senza rischiare il bloccaggio. In ogni caso, con o senza elettronica a supporto, la tecnica ideale prevede di frenare in anticipo, senza usare una forza eccessiva sulle leve o sul pedale, e con la moto non ancora inclinata, per non perderne il controllo.

Non bisogna dimenticare che la tenuta sul bagnato può variare in base al grado di ruvidità dell’asfalto, quindi quello drenante è migliore di quello più liscio.

 

Protezioni e casco per viaggiare protetti

Persino i guidatori più esperti – quelli che si sentono sicuri anche sul bagnato – non devono mai dimenticare che in moto, qualunque siano le condizioni meteo, è essenziale indossare l’abbigliamento adeguato con tutte le protezioni possibili. Se le tute sono indispensabili per chi affronta lunghi viaggi specie se a velocità sostenute, anche i motociclisti meno avventurosi o gli scooteristi dovrebbero indossare giacche da moto dotate di paraschiena, paragomiti, paraspalle, pantaloni con paraginocchia, guanti e calzature rinforzate. In caso di incidenti o cadute, anche a bassa velocità, possono evitarci infortuni e invalidità anche gravi. Il casco è davvero un salvavita. Scegliamo un modello integrale e sostituiamolo dopo ogni caduta: la visiera deve sempre essere in ottima condizione per ottimizzare il visus anche quando si guida di notte, e possibilmente, deve essere dotato di un sistema anti appannamento.

Cautela, abilità, esperienza e le giuste dotazioni sono essenziali per affrontare gli spostamenti in moto. Insieme a una copertura assicurativa completa che ci offre una serenità totale anche in caso di imprevisti o incidenti.

 

Tasso zero: la convenienza di acquistare la polizza a rate

Il finanziamento a tasso zero: vantaggi e opportunità

Tasso zero: la convenienza di acquistare la polizza a rate

Secondo CRIF, società che gestisce il principale sistema di informazioni sui finanziamenti in Italia, oltre il 35% della popolazione italiana sceglie i pagamenti dilazionati con un rata media mensile di circa 356 euro. In totale, gli italiani hanno finanziamenti attivi per oltre 100 miliardi di euro: nel 2017 quelli erogati dagli enti italiani sono stati pari a 19 miliardi. Ma cosa comprano a rate gli italiani? Soprattutto prodotti di elettronica, seguiti da macchine, moto, mobili e accessori per la casa. Tuttavia oltre all’acquisto di beni, con i finanziamenti  si possono comprare anche servizi di vario genere: dai viaggi ai servizi per i matrimoni fino alle polizze assicurative. UnipolSai, per esempio, attraverso Finitalia (società del Gruppo Unipol specializzata nell’erogazione di credito al consumo) offre ai propri clienti la possibilità di usufruire di finanziamenti a tasso 0 (TAN 0%, TAEG 0%), per l’acquisto polizze: fino a 2.500 euro o 5.000 euro se si è titolari di partita IVA. Gli assicurati che hanno fatto questa scelta per il pagamento del premio delle loro polizze sono già oltre un milione.

L’analisi del rischio insolvenza

Un privato cittadino o il titolare di una società può chiedere un finanziamento rivolgendosi a una banca o a una società finanziaria autorizzata. Una volta presentata la domanda di finanziamento, l’ente economico svolge controlli preliminari sulla situazione economica e professionale del richiedente in modo da valutare la solvibilità del cliente. Per questo, in tutte le offerte di prodotti o servizi per cui sia prevista la possibilità di accedere ad un finanziamento, viene specificata la dicitura: “Salvo approvazione della Finanziaria erogante”.

Ogni ente ha la sua politica di rischio, ovvero una serie di parametri con cui valuta la solvibilità del cliente, ma in generale i fattori che vengono presi in considerazione sono:

– il reddito e il patrimonio del richiedente. In particolare il rapporto tra il reddito,  i beni mobili e immobili intestati al cliente e l’importo delle rate mensili in cui si andrà a suddividere il rimborso del finanziamento;

– l’affidabilità creditizia indicata dalla “centrale rischi”. Chi in passato ha già utilizzato questo strumento senza avere problemi nella restituzione delle rate, godrà di maggior favore nella valutazione dell’ente.

Tassi di interesse: il TAN e il TAEG

Le due variabili da considerare prima della stipula di un finanziamento sono il TAN, Tasso

Annuale Nominale e il TAEG, Tasso Annuo Effettivo Globale d’interesse. Il TAN è il tasso di interesse puro applicato al finanziamento: è l’interesse annuo calcolato sulla somma che va rimborsata all’ente che ha erogato il finanziamento. Il TAEG è l’indicatore che rivela il costo globale del finanziamento. Per capire come calcolare il tasso di interesse da applicare al finanziamento è meglio fare un esempio pratico. Prendiamo un prestito da 2.400 euro da restituire in 2 anni con rate da 100 euro con un TAN all’1%. Per calcolare l’ammontare degli interessi è necessario moltiplicare il capitale iniziale per il tasso di interesse e per il tempo di restituzione diviso 100. Ecco il calcolo da fare: 2.400mila x 1 x 2 : 100 = 48 euro. In sostanza quindi per avere 2.400 euro di finanziamento da restituire in 2 anni con un TAN all’1% il richiedente dovrà pagare 24 rate da 102 euro. Cosa diversa è il TAEG, l’indicatore che si pone l’obiettivo di indicare nel modo più completo ed esatto il costo totale di un finanziamento. In questo caso si tratta di un tasso puramente indicativo, non qualcosa che dà informazioni sul peso delle rate (come nel caso del TAN): è piuttosto una cifra in grado di dichiarare il costo globale del prestito e quindi utile a fini comparativi. Il TAEG di un finanziamento infatti prende i considerazione non soltanto il capitale da rimborsare, il tasso di interesse fissato con il TAN, ma anche tutte le spese accessorie, ovvero:

  • Le spese di istruttoria
  • Le spese di incasso e gestione della rata
  • L’imposta di bollo sulle comunicazione e sul contratto
  • Eventuali assicurazioni.

Quindi quando si parla di prestito con TAN zero, è importante verificare che anche il TAEG sia a zero altrimenti il costo complessivo del prestito sarà superiore al solo capitale richiesto.

I vantaggi del finanziamento a tasso 0

Perché un finanziamento sia a tasso zero, devono essere a zero sia il TAN che il TAEG.  il vantaggio di questa tipologia di finanziamento è che chi lo utilizza diluisce il costo del bene nelle rate proposte senza alcun altro costo ulteriore.

Il finanziamento previsto per il pagamento della polizza UnipolSai è effettivamente a tasso zero. Il cliente può quindi suddividere il suo premio assicurativo in 5 o 10 rate mensili senza alcun altro costo. I conti sono presto fatti: se una polizza ha un costo di 250 euro annui potremo restituire questo importo in 10 rate da 25 euro al mese o 5 da 50 euro al mese senza nessuna spesa aggiuntiva. Un bel vantaggio per tutte le famiglie che possono distribuire meglio i costi assicurativi in un anno, anziché farli gravare tutti sullo stesso mese.

Guida sicura in città, come evitare gli incidenti più comuni

Guidare in sicurezza nei centri abitati: alcuni consigli

Nonostante nei centri abitati la velocità sia limitata è proprio su queste strade che ogni anno si verificano il maggior numero di incidenti.

Le auto sottoposte ai crash test EuroNCAP – effettuati a velocità che vanno da 29 a 56 km/h – mostrano che, anche a velocità contenute, i danni possono essere consistenti. La causa principale è la disattenzione alla guida. Per fortuna la soluzione per ridurre i rischi di incidenti urbani è alla portata di tutti: basta adottare comportamenti più corretti.

Cause di distrazione al volante

L’uso dello smartphone mentre si guida è di gran lunga la causa più frequente dei sinistri Con l’articolo 173, il Codice della Strada vieta l’utilizzo del telefono durante la guida: le mani devono essere saldamente ancorate al volante e devono servire solo a guidare. Per esempio, è vietato scrivere messaggi su WhatsApp o su altri social, o inserire indirizzi sui navigatori satellitari, tantomeno quelli su smartphone, e nemmeno digitare numeri di telefono. Per fare tutte queste cose bisogna accostare, fermarsi e solo dopo averle fatte è possibile ripartire. Ne va della incolumità nostra, di chi è a bordo con noi, di chi è intorno a noi con altri mezzi (auto, moto, cicli, etc.) e dei pedoni. Le sanzioni in ogni caso sono severe: da 165 a 661 euro, oltre alla sospensione della patente di guida. Da quando è entrato in vigore l’omicidio stradale poi, si rischiano processi penali e ritiro a vita della patente. Affidiamoci piuttosto a sistemi di vivavoce installati nel veicolo (in commercio ne esistono anche per chi ha auto più anziane) utilizzando i comandi vocali.

Controlli di sicurezza della vettura

La sicurezza comincia dal controllo periodico del perfetto funzionamento di ogni elemento della vettura. Si parte dalla cura dei quattro pneumatici (cinque se c’è la ruota o il ruotino di scorta), il cui battistrada deve avere una profondità di almeno 1,6 millimetri e pressioni di gonfiaggio adeguate al tipo di impiego, come consigliato dal costruttore dell’auto. Dopo avere affrontato un percorso sconnesso o avere urtato un marciapiede in manovra bisogna verificare che i fianchi siano sempre integri, senza pizzicature o rigonfiamenti. Vanno inoltre controllati i freni, il livello del liquido nel circuito idraulico, l’impianto di illuminazione con particolare attenzione agli “stop” e la regolazione degli specchietti retrovisori.

Adottare comportamenti virtuosi

Dopo la verifica dell’auto occorre porre l’attenzione al nostro atteggiamento di guida e ai comportamenti di chi ci guida intorno. Il controllo della velocità e della distanza di sicurezza sono argomenti su cui esiste un’ampia letteratura, ma in città vi sono anche tante altre insidie:

  • guidare nei parcheggi affollati dei centri commerciali;
  • affrontare le rotonde, soprattutto quando è prevista la marcia parallela;
  • affiancare mezzi pesanti o autobus (specialmente in curva);
  • superare altri veicoli fermi o autobus (può sempre sbucare un pedone distratto);
  • guidare dopo aver consumato alcolici;
  • fumare alla guida (anche questa può essere una distrazione pericolosa);
  • la disattenzione altrui: ovunque può esserci qualcuno che attratto dal suo cellulare non fa attenzione al resto;
  • …ciascuno ha un’esperienza personale da aggiungere

La strada è di tutti: pedoni, ciclisti, motociclisti

Negli incidenti chi subisce i danni più gravi sono gli utenti più vulnerabili, vale a dire pedoni, ciclisti e motociclisti. Chi è alla guida di un veicolo, pesante alcune centinaia di chilogrammi, non deve dimenticare che anche solo sfiorando uno di questi utenti della strada può arrecare danni gravi. Quali attenzioni possiamo aggiungere alla nostra guida per non aumentare i pericoli? Ecco alcuni esempi:

  • anche se abbiamo la precedenza valutiamo bene la loro velocità e grado di attenzione;
  • quando apriamo uno sportello, o quando lo fa chi è in auto con noi, verifichiamo sempre che non ci sia qualcuno in avvicinamento;
  • quando affianchiamo un veicolo a due ruote (moto o bici) diamogli sempre lo spazio giusto per poter procedere in sicurezza;
  • se incontriamo gruppi di ciclisti rispettiamo il loro diritto di utilizzare la nostra stessa strada;
  • avvicinandosi agli attraversamenti pedonali rallentiamo sempre e aumentiamo la nostra attenzione.

Anche se a norma di legge potremmo avere ragione, pedoni, ciclisti o motociclisti che non rispettano “le regole della strada” sono sempre quelli che ci rimettono di più e a chi guida il veicolo “più grosso” tocca l’onere “civile” di evitare sempre i danni.

La città rimane un ambiente pieno di insidie per chi si muove in auto e non sempre la prudenza è sufficiente a prevenire incidenti e danni. Lo confermano le statistiche, che continuano ad evidenziare numeri preoccupanti, con le metropoli in testa alla classifica dei sinistri sorprendentemente più alti di quelli che si verificano in autostrada, dove la velocità media è sempre più elevata.

Ecco perché conviene assicurare il proprio veicolo con polizze di ultima generazione che offrono garanzie  innovative e che prevedono la possibilità di integrarsi ai sistemi attraverso App dedicate e scaricabili gratuitamente sullo smartphone.